disturbi alimentari, anoressia, bulimia, psicologa, psicoterapeuta, Bologna'

disturbi alimentari, anoressia, bulimia, psicologa, psicoterapeuta, Bologna
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disturbi alimentari, anoressia, bulimia, psicologa, psicoterapeuta, Bologna

L’anoressia e bulimia (il non mangiare, o il mangiare smodato il più delle volte seguito da vomito, o da quantità eccessive da lassativi ai fini di liberare il proprio corpo) non sono altro che sintomi di un profondo malessere interiore.

Di anoressia si può morire, si può morire ma si può benissimo guarire. E’ difficile ma non impossibile.

Diciamo subito che i termini anoressia (nervosa per la precisione per distinguerla  dall’anoressia secondaria e cioè la mancanza di fame causata da un disturbo fisico) e bulimia sono di quanto più sbagliato si  potesse scegliere come terminologia. Nella bulimia (letteralmente fame da bue) non è che la persona ingurgiti quella esagerata quantità di cibo, cosa che in effetti fa, perché ha una fame smodata, ma perché ha bisogno di sentirsi piena di fronte ad un vuoto interiore devastante che essa cerca di colmare con il cibo.

Rispetto alla cura dei disturbi alimentari tutti, sia medici, sia psicoterapeuti, sono d’accordo nell’affermare che nessun trattamento farmacologico ha avuto qualsiasi risposta, sia positiva che negativa sul problema anoressia e bulimia.

Quello che ritengo essere il nocciolo del problema dell’anoressia è il considerare il corpo come una cosa.

Arriviamo ora al cuore dell’anoressia: il non mangiare, o il mangiare smodato il più delle volte seguito da vomito, o da quantità eccessive di lassativi ai fini di liberare il proprio corpo, non sono altro che sintomi di un profondo malessere interiore. Il malato ha perso il controllo della propria vita. Il bistrattare il proprio corpo, che qui cessa di essere percepito come qualcosa di vivo e proprio ma è ridotto a cosa, diventa una modalità di controllo della propria vita, appunto. Più specificatamente controllando il proprio corpo si acquisisce il controllo di almeno una parte di se stessi.

Un ulteriore problema dei disturbi dell’alimentazione è dato dal cambiamento dell’alimentazione e dello stile di vita diventato molto più sedentario che si è avuto negli anni recenti: molta più assunzione di dolci o comunque di cibo non propriamente “corretto” da parte dei bambini e degli adolescenti. Ebbene tutto ciò ha portato ad un aumento di peso in tutta la popolazione con un conseguente aumento dei disturbi alimentari.

Questi sono alcuni dei concetti fondamentali a cui mi sono ispirata nella terapia con una malata anoressica protagonista del lavoro: “La ragazza dai capelli rossi” (presente nell’area dei Casi clinici) e con tutti gli altri pazienti affetti da anoressia/bulimia.

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